Lode al privato cittadino

Lo indagano, invece di ringraziarlo per le sue segnalazioni piene di senso civico. Oppure lo insolentiscono invece di commiserarlo poiché nemmeno il generale di Corpo d’Armata gli dà minimamente ascolto. La storia delle telefonate berlusconiane intercettate dai magistrati di Trani sta restituendo anche qualcosa di diverso dal ritratto di un premier isterizzato per le cattiverie che gli è toccato subire alla televisione dai soliti antipatizzanti. Qualcosa di differente dalla guapperia censoria – ma penalmente ridicola – della quale Berlusconi si sarebbe macchiato con l’intenzione di sfrondare le prime serate Rai dagli agguati di Santoro e altri.
19 AGO 20
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Lo indagano, invece di ringraziarlo per le sue segnalazioni piene di senso civico. Oppure lo insolentiscono invece di commiserarlo poiché nemmeno il generale di Corpo d’Armata gli dà minimamente ascolto. La storia delle telefonate berlusconiane intercettate dai magistrati di Trani sta restituendo anche qualcosa di diverso dal ritratto di un premier isterizzato per le cattiverie che gli è toccato subire alla televisione dai soliti antipatizzanti. Qualcosa di differente dalla guapperia censoria – ma penalmente ridicola – della quale Berlusconi si sarebbe macchiato con l’intenzione di sfrondare le prime serate Rai dagli agguati di Santoro e altri. Si è insomma scoperto che nell’autunno scorso il presidente del Consiglio ha giudicato troppo oltraggiosa una puntata di “Annozero” nella quale – era convinto il Cav. – veniva svillaneggiata l’Arma dei carabinieri. Al che Berlusconi avrebbe telefonato al generale Leonardo Gallitelli per indurlo a firmare un esposto contro Santoro alla procura della Repubblica.

Ora, nel bene o nel male, la cifra essenziale del berlusconismo è perfettamente riassunta in questo episodio. Il Cav. è un uomo pubblico sospinto dagli istinti caratteristici del privato cittadino. Quando sono moti del buon senso, del rispetto per l’altrui privatezza o dell’omaggio a una divisa che riveste simbolicamente il principio di autorità, può accadere che Berlusconi si adonti e intervenga per ristabilire l’ordine (più facile, questo è evidente, se il colpevole si chiama Santoro). Naturalmente, così come ogni azione ha il proprio contesto e la propria dimensione, esiste una gerarchia anche nell’educazione civica. Il comune cittadino chiama il metronotte o il vigile urbano per disperdere un disturbo della quiete serale, telefona al commissariato di zona per denunciare un reato, scrive lettere più o meno anonime a un giudice o a un giornale per segnalare qualche intollerabile sopruso. Il Cav., premier nella testa e privato cittadino nell’animo, alza la cornetta e pretende di ottenere giustizia dal carabiniere più alto in grado. Fosse tutto qui il suo flebile discrimine tra etica pubblica e inclinazione proprietaria, ci sarebbe da lodarlo senza riserve. Oltretutto, e torniamo al punto che lo scagiona e lo imprigiona al tempo stesso nell’ineffettualità, il vortice delle telefonate berlusconiane produce negli interlocutori una desolante indifferenza sia per la figura pubblica sia per il privato cittadino.